Nel settore delle etichette, un workflow digitale può aiutare a gestire con maggiore flessibilità referenze, versioni, dati variabili, cambi lavoro ed effetti premium su tirature sempre più frammentate, rendendo più sostenibili commesse caratterizzate da piccoli volumi e frequenti variazioni.
Oltre la velocità nominale
La velocità è uno dei primi parametri osservati quando si confrontano tecnologie diverse. La quantità di prodotto utile ottenuta in un turno dipende però anche dai tempi di preparazione, dai cambi grafica, dalle prove e dalle fermate tra una commessa e l’altra.
Su tirature lunghe, questi tempi si distribuiscono sul volume. Su lavori brevi o con molte versioni, possono incidere in modo significativo sul costo complessivo.
La valutazione corretta non riguarda quindi soltanto quanti metri produce una macchina, ma quanti lavori sostenibili il reparto riesce a completare.
Il processo tradizionale può restare la scelta più efficiente per produzioni lunghe e ripetitive. Il digitale assume valore quando la variabilità rende frequenti i cambi lavoro o quando il costo del cliché non può essere ammortizzato su volumi sufficienti.
SCREEN Truepress nella fase di stampa
SCREEN Truepress Label 350UV SAI è una piattaforma di stampa digitale inkjet UV per etichette, che gestisce la commessa a partire dal file digitale.
Questo rende più semplice il passaggio tra lavori differenti e risponde alle esigenze di produzioni caratterizzate da:
• numerosi SKU;
• lingue e versioni multiple;
• dati variabili;
• personalizzazioni;
• frequenti cambi lavoro.
In questi casi, la produzione può essere organizzata sulla singola commessa, senza dipendere dalla necessità di distribuire il costo del cliché su grandi volumi.
Prestampa, controllo e gestione colore restano parti essenziali del processo. Il digitale cambia però il modo in cui vengono organizzate, spostando una parte rilevante della preparazione verso il file e la standardizzazione del workflow.
DMS330WFR nella fase di nobilitazione
DMS330WFR è una macchina roll-to-roll standalone dedicata alla nobilitazione digitale. La bobina già stampata viene lavorata in una fase successiva e distinta. La piattaforma non è integrata fisicamente con SCREEN e non elimina il passaggio di nobilitazione.
Il vantaggio consiste nell’assenza del cliché fisico per ogni nuova grafica.
Spot UV, goffratura 3D, hot stamping, cold foil, ologramma, cast cure e Braille possono essere gestiti attraverso il file digitale, rendendo più accessibili le lavorazioni premium su tirature brevi, versioni multiple ed edizioni limitate.
A questo si aggiunge il plus dell’ecosistema SAPA: lo stesso produttore sviluppa sia la piattaforma DMS sia i consumabili utilizzati nel processo. Una scelta che può facilitare la validazione delle applicazioni, ridurre le variabili operative e rendere più lineare il supporto tecnico.
Due processi distinti, una logica condivisa
SCREEN e DMS sono due macchine separate e possono essere utilizzate anche in contesti produttivi differenti. Quando vengono inserite nello stesso workflow, la bobina stampata con SCREEN passa successivamente alla fase di nobilitazione con DMS.
Ciò che le accomuna non è l’integrazione meccanica, ma una stessa logica produttiva: rendere il cambio di cliente, grafica, lingua o effetto meno dipendente dalla realizzazione di un nuovo cliché. Restano naturalmente i costi legati ai file, ai materiali, all’avviamento e alla gestione operativa. Cambia però la struttura economica della commessa, soprattutto quando aumentano le versioni e diminuiscono i volumi.
Quando il workflow digitale ha senso
La combinazione di stampa e nobilitazione digitale è particolarmente interessante in presenza di:
• tirature brevi e medie;
• numerose referenze o versioni;
• dati variabili e personalizzazione;
• effetti premium su volumi ridotti;
• frequenti cambi lavoro;
• tempi di consegna stretti.
Non è necessario che entrambe le fasi siano digitali. La valutazione deve individuare il punto del processo in cui variabilità, costi fissi e rigidità operative incidono maggiormente sulla produttività.
Il metodo REM Digital
REM Digital parte dal portafoglio lavori reale: tirature, frequenza dei cambi, costo dei cliché, supporti, effetti richiesti, competenze, service e consumabili. SCREEN e DMS rappresentano due pilastri della proposta digitale, ma il loro valore emerge soltanto quando vengono inseriti nel punto corretto del processo. La sostenibilità non consiste nel digitalizzare ogni fase. Consiste nel ridurre costi, tempi e rigidità dove limitano la capacità di accettare lavori profittevoli.
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